Il Dono del Dolore

È accaduto tutto d’un tratto, tre settimane fa,
un movimento nuovo, improvviso, silenzioso
e il mio ginocchio destro ha emesso un urlo di dolore, atroce, roboante, impetuoso …

… e il mio cuore ripeteva sempre

io non sono il mio dolore
e offro tutto questo a Te mio amato Maestro …

… e nel silenzio mi sono preso cura di un passo posato, misurato, amorevole,
mi sono occupato di me nell’attenzione del movimento,
nel silenzio dell’attesa che un momento di distrazione mi ricordasse che il ginocchio esiste e vive.

Dopo qualche giorno un amico osteopata mi raggiunge per prendersi cura del mio ginocchio
e con una manovra maldestra,
nell’intento di portare pace al dolore della mia schiena che porta il peso di una storia antica e lo sforzo dell’Opera presente,
mi frattura una costola che all’improvviso …
… anch’essa urla la sua presenza nel Silenzio della mia indifferenza, mi ricorda che esiste, mi ricorda che respiro …

… e il mio cuore ripeteva sempre

io non sono il mio dolore
e offro tutto questo a Te mio amato Maestro …

Passano i giorni e io cammino con un passo incerto, il respiro affannato, un dolore pungente, costante
che mi ricorda che esisto e io mi ripeto costantemente

io non sono il mio dolore

e offro tutto questo a Te mio amato Maestro …

Tre giorni fa, dopo una settimana di ricordo di se, pieno, totale, completo,
soffrendo nel silenzio ma senza mai mancare di un sorriso,
con l’amore del buon padre, dedicato a cinquantuno ragazzi, nell’esperienza del Change Your Life Academy,
l’ultimo giorno, nel momento della festa, durante il momento del ringraziamento,
l’ultima serata, dopo il calar della notte, un nuovo dolore lancinante, improvviso, silenzioso …
… una colica renale, forte, potente, drammatica, improvvisa mi allontana dalla festa
e il mio fianco destro urla ai quattro venti, ai quattro angeli del cielo, il dolore è  acuto e trafittivo … violento

… e il mio cuore ripeteva sempre

io non sono il mio dolore

e offro tutto questo a Te mio amato Maestro …

Rimango in silenzio per 3 giorni con un dolore potente, ripetitivo, costante al mio fianco destro, un respiro affannato, teso, controllato per la costola ancora dolorante, i movimenti lenti, silenziosi, in presenza, per un ginocchio ancora instabile e incerto.

Finché giunge il momento della Pace …
… all’improvviso, in un istante, nella preghiera,
finalmente vengono espulsi una decina di calcoli renali tutti insieme,
non senza la sofferenza del parto, non senza il sangue vivo del passaggio,
ma tutto d’un tratto finalmente c’è la Pace, la calma

e arriva finalmente il dono del dolore:

ricordare a se stessi in ogni istante il dono della Vita,

una vita che in ogni gesto, in ogni istante, in ogni momento, non può essere mai scontata.

Ecco, in un solo istante, nel silenzio, ricordando a se stessi che noi non siamo il nostro dolore, noi siamo i Figli del Grande Re,
il dolore lascia il passo alla comprensione che la vita è un dono prezioso,
la vita è meravigliosa, la vita è silenzio, la vita è equilibrio, la vita è bellezza, la vita è Pace.

Fermati, ti prego…

 … ascolta il tuo dolore, il dolore del corpo, il dolore del cuore, il dolore della mente e ancor di più ascolta il dolore della tua anima, del tuo spirito, che cerca costantemente di “tornare a casa”, e ricorda:

tu non sei il tuo dolore, tu sei il Figlio del Gran Re,

tu sei l’incarnazione della Pace e l’esperienza dell’Amore di colui che ha creato ogni cosa.

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